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E il pericolo sarebbe il braccio teso?

Il predominio sui media e in tutti i posti strategici della vita pubblica permettono alla sinistra di stravolgere la realtà, nel modus operandi più classico dei regimi comunisti


Da qualche settimana si è scatenata la "tempesta perfetta" come siamo abituati a vedere da qualche anno. A cosa ci riferiamo?

Naturalmente alla sinistra.

Dopo aver governato per dieci anni, senza mai vincere alle elezioni, dopo aver invaso fisicamente i gangli del potere, Televisione pubblica, Ministeri, Amministrazioni pubbliche, Cinema, Magistratura, Media, eccetera ma soprattutto avendo condotto il nostro Paese quasi alla fame, a un passo dal default, colmo di immigrati clandestini, con stipendi da fame, derisa all'estero perché continuamente supina alle volontà forti in cambio di una o due poltroncine da mostrare come medaglie (a patto che non facciano l'interesse nazionale), dunque, dopo dieci anni di tutto ciò, terrorizzati dalla gestione del potere della Meloni (giunta al massimo scranno perché eletta dal Popolo), dalle sue capacità e dalla sua non ricattabilità, non potendo opporre validi argomenti politici, hanno dato il via al classico gioco al massacro quotidiano, aprendo il fuoco con tutte le armi a loro disposizione.


Puntando sul fatto che la gente ormai è disaffezionata, stanca, disattenta, accusano la Meloni e il suo governo di cose delle quali la responsabilità è tutta loro, perché volute nei passati governi.

E la massa di "progressisti" radical chic che formano lo zoccolo duro del PD e della sinistra in genere (grazie a Dio sempre meno), abboccano alimentando polemiche e campagne d'odio surreali.

Ecco quindi che si mobilitano galoppini, dinosauri, nostalgici, disonesti e similari, in tutti i campi e cominciano a sparare sul nemico naturalmente "fascista".


Ma basterebbe un briciolo di buon senso e onestà per rendersi conto della ipocrisia di tali personaggi. Influencer, attori, cantanti, giornalisti, magistrati, tutti chiamati alle armi in una vera guerra quotidiana di diffamazione e violenza.


Blaterano di "TeleMeloni", loro che hanno un canale tutto per loro, RAI3, pagato da tutti i cittadini ma utilizzato a scopi politici senza vergogna. Questo non li scandalizza?


Ma i seguaci di cui sopra sono dappertutto. In questi giorni, nella trasmissione "Che sarà", condotta da tale Serena Bortone, inquadrata diligentemente nelle torme radical chic, si parla solo di antifascismo (fantoccio ormai vecchio ma ancora oggi brandito per spaventare il Popolo) e nella giornata in cui i centri sociali, ammasso pulcioso di mentecatti nulla facenti dediti all'odio e alla violenza, attaccavano l'evento VicenzaOro prendendo di mira lo stand israeliano e scontrandosi con la Polizia che ha dovuto contare numerosi feriti e contusi, lei con un parterre de roi scelto attentamente ha dedicato la puntata ad Acca Larentia, notizia ormai passata e vecchia di giorni, mostrando un servizio ad hoc, tagliato e montato sapientemente, in modo da poter parlare ancora e nei termini preferiti, del "pericolo fascista", contestando in un certo senso la sentenza della Cassazione che ammette il saluto romano se fatto in contesti commemorativi. E ignorando la violenza sanguinaria dei suoi amici dei centri sociali, comunisti insomma.

Ma questo è solo un caso dei tanti. Corrado Guzzanti sproloquia paragonando la Meloni all'ormai lontano nazi-fascismo, Report si dedica quasi solo ai rappresentanti della destra, Augias sbraca in offese personali da lavandaia contro la Meloni, molti pasionari della TV , sulle orme dei cosìdetti "Martiri di Cordoba", si auto cacciano da una RAI che ancora oggi pullula di Kompagni e dove nessuno li ha toccati ma per vestire gli abiti dei martiri, si inventano vittime e passano alle altre TV (anche a Mediaset!), dove i prodi difensori del proletariato possono rimpinguare di qualche milioncino i loro conti in banca.


I cantanti, invece di cantare, salgono su barricate immaginarie e indicano alle orde di propri seguaci la direzione verso cui sputare, gli attori (sempre gli stessi, sempre loro, i pochi fortunati che ottengono contributi, produzioni, parti, basti guardare il panorama cinematografico e non solo...), mentre lavorano solo loro, si lamentano per il pericolo nero, in un settore dove hanno il 100% del controllo.


Inopinatamente, tutti questi militanti sinistri ignorano fatti gravissimi come l'attacco a Pro Vita (mentre i manifestanti urlavano la volontà di voler bruciare vivi i componenti di tale Associazione) o i già citati fatti di Vicenza ma anche situazioni meno violente ma che danno il senso della perversione mentale di questi pericolosi pasdaran comunisti, come la vergognosa vicenda di Soumahoro o la ipocrita e scandalosa attività "benefica" dei Ferragnez, personaggi improbabili e improponibili che finché conviene vengono arruolati per la giusta causa ma quando scoperti nella loro vera essenza, ci si guarda bene dal condannare.


E così, con centinaia di centri sociali in Italia, liberi di assaltare, bruciare, menare, distruggere, coperti tra l'altro da una Magistratura ben descritta dal caso Palamara (scandalo di levatura epica, passato sottotraccia e finito nel dimenticatoio nonostante violasse i principi basilari della Costituzione e del vivere democratico), intenta ad affossare i nemici politici della sinistra e a proteggere violenti, immigrati clandestini violenti, il pericolo è rappresentato da qualche braccio teso in ricordo di giovani vittime dagli anni di piombo (tra l'altro confortati dalla Cassazione).


Disgustoso.


Ma stavolta, nonostante gli sforzi sovrumani in atto, sembra proprio che tali giochini non funzionino più, la gente è stanca e soprattutto consapevole che il comunismo ha fallito a tutte le latitudini, in tutte le epoche, in tutte le versioni, da quelle bolsceviche a quelle asiatiche, da quelle mitteleuropee a quelle caraibiche, da quelle africane a quelle locali e sperimentali, un disastro capace solo di produrre milioni di morti e tanto, tanto odio.


I comunisti moderni sono passati dalla parte del capitale, dediti all'armocromia e al lusso, a spuntare contratti milionari e fottere i fratelli immigrati intascando milioni di soldi pubblici, fare (anzi, farsi...) beneficenza sui generis, ma hanno mantenuto del vecchio regime, arroganza, prevaricazione, violenza.

E chi non approva, giù botte (verbali e non).


Perciò, lasciate stare qualche braccio teso che non rappresenta nessun pericolo e pensiamo piuttosto al pericolo vero, quello di una sinistra invasiva, violenta, cieca e sì, questa davvero nostalgica.




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