Uscito un nuovo libro (Ebook), di Marco Milani

Un romanzo distopico per l'autore specializzato e apprezzato per i suoi romanzi storici


Ci incontriamo fugacemente, come spesso accade (lui è anche il mio Direttore...), e gli faccio un'intervista al volo, tra un cornetto e un cappuccino.

-Che è sta roba?- è la mia prima domanda, mentre gli mostro la copertina del suo Ebook da mio telefonino, senza badare alle formalità.

Mi guarda e capisco che sta per tirarmi dietro il cappuccino. Recupero.

-Signor Direttore... è uscito un suo nuovo libro in versione Ebook, di che si tratta?- già va meglio, lo vedo riposizionare la tazza del cappuccino sul bancone e non sul mio viso.

"Vedi, la mia specialità sono i romanzi storici, come "L'Inverno del Pesco in Fiore", lavori per i quali ci vogliono mese e mesi, anni, per raccogliere materiale, studiarlo, confrontarlo, sviscerarlo e spesso si passano intere settimane scrivendo per un 10/20% e studiando per il restante tempo. Bellissimo, adoro farlo, ma poi, ogni tanto, la fantasia chiede di essere lasciata a briglie sciolte e devo assecondarla, lasciandola galoppare libera... e nascono cose come ROMA ad 2062.

-Cioè? Un romanzo distopico mi pare di aver capito.-


"Sì, che significa un romanzo ambientato in un futuro negativo e ostile. Però una parte storica c'è, anzi è molto ampia, sia perché gli eventi dal 2020 al 2051 vengono raccontati attraverso gli articoli dei giornali, sia perché nella desolazione di un nuovo mondo ostile e invivibile rinasce l'antico mito di Roma con molti riferimenti all'Impero Romano".

-Quindi un romanzo futuristico con riferimenti al passato?-

"Esatto, infatti il sottotitolo è "Il futuro è già iniziato, il passato non è ancora finito", proprio perché futuro e passato si intrecciano."

-Perché un libro distopico?-

"Perché gli eventi di questi ultimi mesi mi hanno fatto molto pensare, intendo la pandemia, i no-vax, gli scontri e il malumore che lievita, senza dimenticare la situazione mondiale con le potenze sempre più ai ferri corti e in difficoltà. E poi il progresso scientifico che con la Intelligenza artificiale e altre scoperte ci sta conducendo sempre di più verso un domani super tecnologico, robotico, virtuale.

Se non ci daremo una calmata, per dirla alla romana, le pagheremo tutte, perché la Natura non ha più margini per assorbire le ignobili porcate dell'uomo e ci sta già presentando il conto fatto di surriscaldamento terrestre, tropicalizzazione del clima, desertificazione, scioglimento dei Poli, innalzamento dei mari.


E poi pensateci un attimo: se di colpo, adesso, in questo momento, dovesse saltare l'intero sistema informatico mondiale, se cioè non avessimo più satelliti né internet, si fermerebbe tutto il mondo perché ormai è tutto informatizzato. Anche le mansioni più modeste oggigiorno sono legate all'informatizzazione, ma pensiamo alle metropolitane, agli aerei, all'esercito, tutto sarebbe bloccato, inutilizzabile.»

-Capisco. Ma questo tuo romanzo lascia qualche speranza?-

"Non ve lo dico, anche perché ognuno di noi la speranza la vede e la interpreta a modo suo e quello che può essere la luce in fondo al tunnel per qualcuno, per altri potrebbe risultare un buio ancora più oscuro.

Ciò che posso dire è che in tutte le cose, quindi anche nei miei romanzi, quindi anche in questo romanzo, il comune denominatore è l'uomo. Tutto dipende dall'uomo perché tutto è dipeso fino ad oggi dall'uomo.

Ma pensateci un attimo: vi pare possibile che domani, gli uomini possano decidere di smettere di odiarsi e di farsi la guerra, ridistribuissero le ricchezze, abolissero le diseguaglianze sociali e sfamassero ii popoli del terzo mondo? Siamo nel 2022, quanti anni ci servono ancora per capire certe cose?

Concludo: puoi vincere tutte le battaglie e le guerre del mondo, ma il nemico più ostico, più mortifero ce lo abbiamo in testa, siamo noi stessi e finché risiederà negli anfratti oscuri delle nostre anime, non avremo scampo."




-Grazie Direttore.-

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