Scorie radioattive: dove le metteremo?

Aggiornato il: gen 12

Pronta la mappa dei possibili siti


Come al solito, quando si parla di discariche di immondizia o di scorie nucleari, si accende la polemica del “Qui mai” gridata da Regioni e Comuni, pronti quasi sempre a scendere in piazza.

Il problema non è di facile soluzione perché entrambe le parti hanno una fetta di ragione e, in questo articolo, proveremo a spiegarlo, ma spiegheremo anche qual è la vera ragione di tanta fiera opposizione ad ospitare depositi nucleari.

Cominciamo con qualche dato tecnico e facciamolo ricordando che l’Europa ha aperto una procedura di infrazione contro l’Italia perché da anni (dal 2015!), avremmo dovuto prevedere una mappa per i depositi delle scorie radioattive (CNAPI) ed invece è stata resa nota solo ora. E qui il primo aspetto significativo.

La Sogin, ente statale responsabile di tutto ciò che ha riguardato e riguarda l’ambito nucleare, aveva presentato già da molto tempo il CNAPI, ma i governi che si sono succeduti hanno preferito bloccare la pratica per le famose “valutazioni del caso” che, tradotto, significa non volersi accollare una patata bollente che politicamente avrebbe potuto diventare penalizzante.

Comunque ora questa preziosa mappa è stata resa nota. Ma, in concreto, di cosa si tratta? Si tratta di creare un mega deposito di scorie nucleari, autosufficiente per le necessità italiane, dove mantenerle in sicurezza. Fino ad oggi le mandavamo all’estero pagando somme stratosferiche per il loro trattamento.

Per ordine dell’Europa, d’ora in poi dovremo essere autosufficienti.

Va aggiunto che noi, rispetto a molti altri Paesi, avremmo un tasso di pericolosità di tali scorie davvero infimo, perché non avendo centrali nucleari, il grosso delle scorie proverrebbe dagli ospedali, molto meno dannose di quelle delle centrali nucleari (che noi avevamo e le cui scorie ci torneranno indietro già trattate all’estero).

Quindi, tirando le somme, ospitare tale deposito non sarebbe particolarmente pericoloso anzi, tra ristori e indotto, diverrebbe una cascata di soldi per il Comune disposto ad ospitarlo anche considerato che, da progetto, accanto al deposito verrebbe costruito un Parco Tecnologico, roba da migliaia di posti di lavoro per almeno quattro anni.

Vista così sembrerebbe la gallina dalle uova d’oro, ma allora perché tanta disperata opposizione della gente?

La risposta è la stessa che si ha ponendo la domanda anche sui termovalorizzatori, che all’estero non inquinano, trasformano i rifiuti in energia e producono tagli alle bollette e posti di lavoro. Anche questi, in Italia, sono visti come il diavolo.

E allora, torniamo a chiederci, perché tanta sfiducia in queste strutture potenzialmente innocue e fruttuose?

Semplice. La sfiducia non è nella struttura, tanto meno nella tecnologia. Non è sui risultati e non riguarda di certo i nostri tecnici, preparatissimi e affidabili.

Il problema è il vuoto di fiducia che si è creato tra l’Italia “che conta” (politici, amministratori, industriali, manager) e il Popolo.

La gente non è che non si fida del Deposito scorie o del termovalorizzatore, perché sa che si è arrivati a una tale preparazione da renderli produttivi e innocui.

Il Popolo non si fida di chi dovrà gestire progettazione, lavori e controllo delle strutture.

Viadotti che crollano, fabbriche che avvelenano, metropolitane o strade in costruzione da anni, corruzione anche nell’appalto più insignificante e soprattutto la mafia, presente ovunque.

È di questi giorni la notizia che è stata aperta un’inchiesta su possibili infiltrazioni della mafia nella distribuzione dei vaccini.

Ma a un Paese, a una classe dirigente che si fa corrompere o corrompe giocando persino sulla pelle della povera gente, affidereste il compito di costruirvi un deposito di scorie nucleari davanti casa vostra?

Ecco il problema. La credibilità. È questa che manca, non un terreno dove piazzare un deposito.


Baccadoro


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