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Riforma Giustizia, siamo sulla strada giusta

Nordio "punta" le debolezze del sistema per correggerle ma l'opposizione protesta


Il Guardasigilli Carlo Nordio ha spiegato, se mai ce ne fosse bisogno, la sua riforma della Giustizia, attesa da anni ma mai attuata dai governi precedenti.

Inoltre il programma ne vede l'attuazione nei prossimi 3-6 mesi. Cose mai viste prima!


Certo, ci saranno cose che richiederanno più tempo e altre meno, ma l'importante è avere le idee chiare e cominciare.


Intercettazioni. Servono assolutamente, nessuno si è mai sognato di eliminarle ma ciò che al popolo non è mai stato chiaro è come mai ne uscissero stralci quando ancora coperte da segreto istruttorio, pubblicate scatenando processi mediatici, alla faccia della legge e della riservatezza.

Quindi: "la colpa non è di chi le pubblica, che fa il suo mestiere, ma di chi non tutela il segreto istruttorio e dovrebbe impedirlo".


In questo senso però Nordio ha ribadito che "le intercettazioni per quanto riguarda i fenomeni di terrorismo e di mafia non saranno minimamente toccati. Anche per i cosiddetti reati satellite, quelli che possono essere 'spie' di fenomeni mafiosi e terroristi, non ci saranno sostanziali modifiche".

Ottimo.

Bisogna razionalizzare ha spiegato Nordio: "Gran parte delle intercettazioni, che sono sproporzionate rispetto a quelli di altri Paesi e hanno un costo enorme, non sono finalizzate a colpire i reati di mafia e terrorismo, ma purtroppo vengono fatte anche per la scarsa disponibilità di risorse".


L'Abuso di ufficio. Quante volte ci è capitato di sentire storie assurde, dove l'arroganza di un giudice ha sovrastato la legge?

"Il danno che deriva dalle indagini non è tanto nelle condanne, che non vengono mai irrogate, ma che queste persone vengono indagate, finiscono sui giornali, vengono indotte da avversari e amici a fare un passo di lato. Per evitare queste conseguenze, cosa fanno? L'inerzia, ecco la paura della firma", ha evidenziato Nordio, rivelando come ci sia stata una "processione" di sindaci nei suoi uffici, anche del Pd, perché hanno difficoltà a operare con questa spada di Damocle. "È un reato evanescente - ha concluso il ministro - e può essere contestato a chiunque, infatti abbiamo 5.800 contestazioni e 9 condanne".


Insomma sembra si sia imboccata la strada gusta per una Giustizia più giusta, finalmente più organica, chiara.

Non resta che attendere e incrociare le dita.






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