Prove di pensiero unico

Il DdL Zan uccide la libertà


La sensazione di essere accerchiati è sempre più forte. Le prove generali per imporre un pensiero unico sono sempre più frequenti e l’ultimo tentativo, in ordine cronologico, si chiama DdL Zan.

Questo disegno di legge, che porta il nome del deputato del PD che lo ha proposto, è una vera e propria bomba politica e, per molti, non è altro che una legge liberticida.

Perché? Perché la legge già esiste e tutela qualsiasi cittadino, eterosessuale, omosessuale, trans, da offese e discriminazioni di ogni tipo, basta applicarla.

E allora qual è la necessità di una nuova legge che individua una categoria, oggi chiamata LGBT (lesbica, gay, bisessuale e trans gender), per renderla più uguale delle altre?

Già da questa prima riflessione appare evidente che questa proposta nata per combattere le discriminazioni ne contiene una intrinsecamente.

Gli appartenenti alla categoria LGBT hanno più diritti degli altri? Sbagliato, anticostituzionale!

Perché un eterosessuale dovrebbe essere tutelato da una legge insufficiente (perché tale è se la si vuol cambiare) mentre gli altri potrebbero godere di un legge ad hoc, per non dire “ad personam”?

È profondamente ingiusto, ma il vero pericolo non sarebbe questo, che andrebbe a definire una categoria più tutelata delle altre (che è quindi un’ingiustizia ma non un pericolo), il problema sarebbe che chi non la pensa nello stesso modo, ad esempio sul matrimonio, sull’adottabilità dei figli da parte di coppie LGBT o sull’utero in affitto, non avrebbe più la piena libertà di esprimere il suo parere, magari contrario, perché sarebbe alla mercé di chiunque nel momento in cui questi lo querelasse mandandolo davanti a un giudice.

E qui si aprirebbe un altro scenario, ovvero il malcapitato si troverebbe nelle mani di un altro uomo che potrebbe perseguirlo per reato d’opinione.

In questo momento la calunnia, l’ingiuria, la discriminazione sono punite allo stesso modo a tutela di tutti i cittadini, tutti uguali, tutti allo stesso modo.

Col DdL Zan trasformato in legge quella che oggi è libertà di pensiero e di parola diverrebbe sempre opinabile e interpretabile da un uomo chiamato a giudicare e che, avendo due leggi diverse, avrebbe la possibilità di giudicare una frase o un pensiero legittimo non perseguibile in un caso (se rivolti a un eterosessuale) e condannabile in un altro (se rivolti a un appartenente all’LGBT). Follia.

Il punto sta proprio qua. Se qualcuno obietta ciò, rispondendo che offese e discriminazioni sarebbero comunque punite, allora qual è la necessità del DdL Zan?

La risposta è chiara e inequivocabile. Ecco perché questa scellerata proposta in realtà non è un tentativo di legiferare per reprimere un odioso crimine, ma è un palese tentativo di limitare la libertà a chi semplicemente ha un’idea diversa dal pensiero unico.

In nome del buonismo e della solidarietà farlocca si aprono porti e frontiere a migliaia di immigrati, prescindendo dal bisogno vero di fuggire da una guerra, accettando chiunque, anche chi di guerra non ne ha mai vista l’ombra. Poco importa che proprio questi diverranno manovalanza a basso costo in fabbriche sempre più simili a campi di cotone della Louisiana o feccia arruolata per spacciare, uccidere, costringere alla prostituzione, questa, ci dicono, è solidarietà e chi si oppone è fascistanazistarazzista.

La diversità è un valore, dicono. Caspita, sono pronto a difendere questo concetto persino con la morte, ne sono arciconvinto. Ma proprio per questo le diversità (che contengono in sé pensieri diversi, tradizioni diverse, usi e costumi diversi, visioni del mondo diverse) vanno difese e mantenute.

In un sistema globalizzato, dove vige un unico pensiero, dove tutto è di tutti senza distinzioni, dove popoli ed etnie diverse si fondono non in nome di un’armonia universale ma per esigenze economiche, di mercato, non essendo più uomini ma merci che garantiscono costi sempre più inferiori ai padroni del mondo, dove sarebbero l’amore e la solidarietà tanto sbandierate dai progressisti?

Chiudo tornando al DdL Zan ma rimanendo in tema di progressisti: una volta mandato qualcuno davanti a un giudice per reato d’opinione, chi dovrebbe garantire la giustizia giusta?

Magistratura Democratica?


MM

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