Primo Consiglio Comunale a Ladispoli

Ore 21.00 si sono aperte le porte dell'aula consiliare (presieduta da Fierli e non dalla Risso...) e già si può fare qualche previsione per il futuro alla luce degli interventi dei Consiglieri


Il primo pensiero è che sarà dura per la maggioranza, certamente per una opposizione preparata e agguerrita ma anche perché non si è scorta una qualche punta di diamante in grado di controbattere politicamente e dialetticamente a chi lancerà accuse e critiche dai banchi opposti (eccetto il solito Moretti).

In molti hanno letto il proprio intervento (comprensibile l'emozione) e speriamo che sia l'ultima volta, perché in aula si possono leggere dei dati numerici, gli articoli di legge, ma le idee vanno sostenute con il cuore e, ricoprendo un ruolo importante, con un bagaglio culturale che bisognerà dimostrare di avere.

La Fioravanti, lucida e posata, ha detto che si augura che ognuno avrà il ruolo che gli spetta... vedremo cosa intendeva e vedremo cosa accadrà se qualcuno resterà deluso.

Tanti ringraziamenti, tanti saluti, bella la boiserie tutto bello insomma, ma si dovrà vedere se a tanto ecumenismo corrisponderà la competenza, ai buoni propositi corrisponderà un'azione trasparente e che questa ondata di liste civiche non si dimostri una pandemica bramosia personale e non si debba rimpiangere la vecchia, sana, scuola delle sezioni dei partiti.

E manca ancora la Giunta.

Sarà quindi interessante vedere i prossimi Consigli.

Il Sindaco ha affermato che terrà per sé la delega del Bilancio e potrà godere dell'immenso lavoro di chi l'ha preceduto, l'assessore Aronica, che gli ha consegnato un bilancio in attivo dopo averlo ereditato con 8 milioni di euro di disavanzo.

Ha accennato alla stagione estiva, ai lavori pubblici, all'ospedale e ha anche ricordato che chi ha permesso con il proprio lavoro degli ultimi cinque anni la rielezione, farà parte comunque della squadra, con altri ruoli.

Ci permetta di dubitare.

Prima del giuramento del Sindaco, è scoppiata pure una piccola rissa verbale, sintomo di poca serenità che, al primo consiglio, lascia un pochino perplessi e dà consistenza a quelle voci che vogliono il Sindaco già in difficoltà per le tante richieste a lui indirizzate da parte di eletti e relativi entourage e la carenza di incarichi da assegnare.

Dubitiamo sia per questo, se mai fosse così.

Si è poi votata la commissione elettorale (De Simone, Risso e Ciarlantini).

Infine si è giunti alla nomina del Presidente del Consiglio, incarico ricoperto in precedenza dall'avvocato Caredda.

Sosta di dieci minuti (estesa a trenta...) e poi via con il voto.

L'opposizione chiede la poltrona di presidente (cosa che non ha mai concesso in venti anni di governo) e la maggioranza concede quella di vice presidente.

Si passa al voto e in prima battuta vengono votati: Augello 13 preferenze, Risso, Paparella e Perretta una ciascuna, una nulla e otto bianche. Tutto da rifare. Maggioranza già in crisi?

Pascucci lo fa notare e si becca con Moretti. Certo, al primo consiglio già manca la maggioranza, non è aria per andare in Paradiso, diceva qualcuno.

Seconda sospensione a mezzanotte in punto e si prova a trovare la quadra, ma è chiaro che tre franchi tiratori già scalciano. Saranno i frutti di una campagna elettorale che ha colpito indiscriminatamente alleati e avversari?

Ah, saperlo...

Seconda votazione: Augello 16 preferenze, Perretta 1 e otto bianche. Augello nuovo Presidente ma è chiaro che non tutti i conti sono stati regolati in seno alla maggioranza e l'avvertimento è stato lanciato.

Viene poi scelto il vice presidente, dapprima individuato nella figura di Eugenio Trani, poi all'unanimità viene scelta Silvia Marongiu.

La seduta si chiude tra poche luci e molte ombre, vedremo se si tratta solo di un'impressione o sebbene in embrione, qualche problemino c'è.






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