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Prigionieri di una cultura a senso unico

È tempo che il monopolio della sinistra nella cultura venga abbattuto


Lasciamo perdere il contenuto del libro del Generale Vannacci.

In questa sede voglio considerare, per l'ennesima volta, non il significato delle parole del militare, sulle quali si può essere d'accordo o meno, ma il contesto nel quale viviamo e riviviamo ogni volta la stessa tiritera.


Dal dopo guerra a oggi la sinistra, non lo scopriamo certo oggi, ha monopolizzato alcuni settori della società civile italiana, primo fra tutti la cultura (ovvero letteratura, cinema, televisioni, media).


Nella ripartizione di poteri e contropoteri la sinistra è stata lasciata unica detentrice e quindi gestrice del potere, formidabile, della cultura.

Ciò ha generato negli anni l'equivoco, divenuto convinzione del tutto autoreferenziale, che solo la sinistra, ovvero i suoi paladini, fossero in grado di filosofeggiare, ideare e girare film, scrivere capolavori letterari, spiegare le cose del mondo, al punto che non vi fosse, se non in casi rarissimi, uomo di destra in grado di "fare cultura".


La cosa grave, gravissima, non è stata tanto lo sbarramento di fuoco che non ha permesso negli anni a molti intellettuali, scrittori, registi di destra di potersi esprimere, quanto il radicamento nell'opinione pubblica che solo a sinistra vi fossero doti elevate di sapienza e capacità artistica.

Prova ne è la vittoria della Meloni che ha scatenato l'alzata di scudi di molti artisti che, bravi, belli, buoni, democratici, solidali, eccetera, al momento della sconfitta democratica alle elezioni hanno incitato alla rivolta o all'abbandono del Paese.

La cosa grave appunto è che tali artisti ritengano l'arte e la cultura, "cosa loro" e grazie a media e canali compiacenti, tale sdegno si diffonda nel Paese, in coloro che, ingenuamente, e spesso incoscientemente, pensano che la democrazia sia meravigliosa se vincono loro e se vince la destra, regni l'abominio, il manganello, lo scempio.


È tempo di cambiare le cose, di riportare l'arte e la cultura a disposizione di tutti (tutti, non solo una parte...) e per fare ciò è necessario scardinare il monopolio sinistro della cultura, sostenendo intellettuali e artisti di destra, in modo che, oltre al pensiero unico, globalista e ottuso, vi sia la libertà di pensarla diversamente.


E se non si fa ora che la destra è al governo, continueremo ad avere geni solo di sinistra... e ce lo saremo meritato!



@g_sangiuliano



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