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Mostra dedicata a Norma Cossetto

In occasione degli ottanta anni dalla morte, a Roma, a Colle Oppio, via terme di Triano, 15 a - "Comunità e Territorio". Ma quanti sanno chi era?





In questi ultimi anni, il tema FOIBE è stato dibattuto e reso noto con molte lodevoli iniziative ma ciò che sembrerebbe tanto logico quanto legittimo, fino a poco tempo fa (e per qualcuno ancora oggi) era tabù, un argomento scomodo, da seppellire e nascondere come fu fatto per decenni dalla sinistra naturlmente jugoslava ma anche da quella italiana.


Giova riassumere per i distratti.

Immediatamente dopo l'8 settembre 1943, ovvero la trasmissione via radio della dichiarazione del'armistizio di Badoglio, i partigiani jugoslavi iniziarono una vera e propria pulizia etnica nei confronti degli italiani, con l'accusa di essere "nemici del popolo", in quanto fascisti.

In realtà fecero fuori migliaia e migliaia di persone scomode, alcune veramente fasciste ma molte altre solo perché italiane, occupanti ruoli importanti ma anche per vendette personali, rancore e nella seconda ondata di infoibamenti, anche antifascisti non in linea con i dettami del dittatore Tito.


Insomma un massacro etnico abominevole, usato per fare un po' di pulizia generale (i più






curiosi digitino PORZUS su Google e si leggano la storia...) con metodi ignobili.

Dopo l'arresto i titini torturavano, stupravano e infine uccidevano fucilando, affogando in mare legati a pietre pesanti o, come successe a Norma Cossetto, venendo infoibati ovvero legati con fil di ferro ad altri disgraziati, portati sull'orlo di una foiba (cavità carsica profonda anche centinaia di metri) dove veniva ucciso con un colpo alla testa uno solo ma che cadendo si portava dietro, vivi, gli altri a cui era legato.


Questa fu la fine di Norma Cossetto che però, ahinoi, prima di trovare la morte liberatrice passò diversi giorni nelle mani dei comunisti che la torturarono, la violentarono, la stuprarono ripetutamente prima di gettarla nella foiba di Villa Surani.


A crimine si aggiunse crimine perché per decenni i comunisti, negarono e misero a tacere ogni voce relativa alle foibe.


Alla vergognosa pratica degli infoibamenti seguì la tragedia dell'esodo di migliaia di italiani che scappavano dal comunismo e per farlo persero tutto, ogni cosa, lasciato nelle mani dei titini e con quattro masserizie approdarono in Italia, non sempre accolti bene, anzi...


Una mostra suggestiva, da visitare e da assimilare in ogni pannello, anche perché i luogo è altamente suggestivo e per chi vuole, c'è la sala proiezioni dove si può seguire un docufilm sull'argomento.


Ma soprattutto per donare un pensiero a Norma Cossetto, fiera di essere italiana, appartenenza che non rinnegò neanche davanti ai torturatori, subendo l'inverosimile.


La mostra apre dal lunedì al venerdì 10.00 - 13.00 e 15.00 - 19.00, il sabato 10.00 - 13.00 ed è nei locali di Colle Oppio, via Terme di Traiano, 15a.

Andateci.


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