Lettera aperta

L'Assessore Milani scrive al Preside Agresti

Riceviamo e pubblichiamo


Lettera Aperta al Prof. Riccardo Agresti


Caro Riccardo,

sento il bisogno di intervenire anche io nella querelle sul Teatro Marco Vannini, per una serie di motivi, non ultimo quello per cui hai citato in questi giorni come responsabili del “dispetto”, dello “scippo”, il Sindaco Grando, l’Assessore Cordeschi e l’Assessore Bitti.

Ti prego di inserire anche me nella tua black list, perché ho sempre condiviso quella scelta e ancora oggi la condivido, se possibile anche più di prima.

Il nostro compito è amministrare e il modo in cui lo facciamo può piacere o meno ma avendo vinto le ultime elezioni, fino alle prossime, ci devi sopportare.

Poi si vedrà…

Destinare l’ex Polifunzionale ad un uso esclusivamente artistico è una scelta per ora irrevocabile, mettiti l’anima in pace. Tu, non condividendo tale scelta, hai fatto bene, benissimo a protestare per riavere la tua mensa, anzi refettorio. Io avrei fatto la stessa cosa.

Ma nel momento in cui l’Amministrazione ti dice che tale scelta è irrevocabile, te lo ripete e lo conferma anche in questi giorni, lì, è il momento di fermarti, di rientrare nell’ambito delle tue competenze, perché non è più una questione amministrativa, gestionale o come vuoi chiamarla tu, lì si tratta di qualcos’altro, di una crociata, di una jihad che nulla ha a che fare col rapporto istituzionale tra un Preside e un’Amministrazione Comunale.

Non abbiamo commesso nessun reato, è una scelta politica. Sono passati quattro anni dal nostro insediamento e quasi due anni da quando abbiamo intitolato il Teatro a Marco e tu ancora oggi fai da capovastuni arringando i tuoi seguaci aizzandoli contro questa Amministrazione. Questo è fare politica da un pulpito che è destinato ad altro.

Sei arrivato a definire “meschino” l’aver intitolato il Teatro a Marco. Pazzesco.

Io non frequento granché i social ma per scriverti questa lettera mi sono letto i tuoi post.

Continue allusioni al fatto che saremmo dei ladri, velate quanto vuoi ma le ripeti spesso, ti abbiamo “scippato la mensa”, chi non la pensa come te ha un padrone che definisci “capovastuni” e siamo tutti burattini, per non parlare della Lega che tu definisci partito di ladri. Dici che non abbiamo rispetto per i bambini.

Non credi sia troppo? Non credi che tu sia andato oltre il tuo ruolo?

E poi l’ultima perla, l’improvvisa requisizione della palestra che ha buttato da un giorno all’altro due società sportive in mezzo alla strada.

Quelli non sono bambini, ragazzi, atleti che fanno sport e che vanno tutelati?


Questo mi ha spinto, prima ancora che da Assessore allo sport, come uomo di sport a rompere gli indugi e a scriverti. E gli sportivi hanno dato una risposta meravigliosa: due società hanno ceduto le loro ore in un’altra palestra, permettendo a Dinamo Basket e a Basket Ladispoli di coordinarsi e dividersi gli orari a disposizione.

Ringrazio anche la preside e il suo staff che hanno dato la loro disponibilità a che tutto ciò si realizzasse. Questo è spirito costruttivo, attenzione per la comunità, senso di responsabilità.

La tua non è più una legittima contestazione di una scelta, altrettanto legittima, di una Amministrazione democraticamente eletta e nel pieno delle sue facoltà, di certo mentali, ma ancor più politiche.

Accetta perciò la nostra scelta e se vuoi “combatterci” fai come facesti qualche anno fa, presentandoti alle elezioni a Bracciano, in una lista civica certo, ma che “Terzo binario” definì “la più vicina al centrosinistra”.

Fino ad allora fai il Preside e da “servo dello Stato”, come ti sei definito, rispetta gerarchie e istituzioni. Non stai facendo il bene dei bambini, stai combattendo una battaglia tutta tua, politica.

Ti saluto.


Marco Milani

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