La crisi russa

Se scomponiamo la crisi tassello per tassello, tutto diventa più comprensibile


Oramai ogni giorno assistiamo a dibattiti e talk show nei quali ci si parla addosso l'un l'altro, ci si affretta a interrompere l'interlocutore puntando il dito per accusarlo di ogni nefandezza, da una parte e dall'altra, e si finisce inevitabilmente in rissa.

La cosa migliore, come sempre, è ragionare e sviscerare le diverse posizioni, cercando di capirne le ragioni, senza ipocrisie né bugie.

Cominciamo dall'Ucraina, cercando di essere obiettivi. L'Ucraina è stata attaccata, invasa, distrutta, è un dato di fatto, e per tale motivo ha tutti i diritti di difendersi, di reagire, di chiedere armi, di chiedere aiuti, in ogni modo e misura.

Basta immedesimarsi, pensandoci al loro posto, per rendersi conto che se fossimo sotto le bombe, con soldati stranieri che uccidono per strada i nostri genitori, figli, amici, faremmo di tutto per fermare tutto ciò, anche più degli ucraini.

Perciò, gli ucraini, Zelensky per primo, hanno il sacrosanto e inalienabile diritto di difendersi e chiedere qualunque tipo di aiuto. Per il bene della propria Patria e del proprio Popolo lo faremmo anche noi.

Quindi tale concetto è pacifico, perché non c'è scusante per la guerra (a meno che non si sia attaccati). Mai.

Passiamo alla Russia. Nel momento in cui ha invaso l'Ucraina ha attirato su di sé la colpa, senza se e senza ma, per i motivi appena descritti. Ha invaso un paese sovrano, ha ucciso, trucidato civili e non ha scusanti. È colpevole.

Cosa diversa però è capire i motivi per cui l'ha fatto, ferma restando la colpa.

Dopo la guerra fredda, che sembrava essersi esaurita con l'implosione del comunismo (ma che in realtà mai del tutto scomparsa come è vero che di comunisti ancora ce ne sono), la Russia ha visto sempre più ridursi le distanze tra la NATO e i suoi confini, trovandosi tale organizzazione bellica (perché questo è, un ente sovranazionale con finalità belliche) addirittura a un metro dalla frontiera, si pensi a Estonia e Lituania, ma neanche troppo distante se pensiamo a Polonia, Romania, Turchia, Bulgaria.

Per anni, in sede ONU e nei normali rapporti diplomatici la Russia, ha protestato comprensibilmente per questo fatto ma senza ottenere risultati. Vi sono state anche promesse fatte da USA e Occidente in genere, come ad esempio i referendum nelle regioni separatiste e russofone del Donbass, ma non è mai stato dato seguito a tali istanze. Anche in questo caso quindi ci sono delle ragioni legittime della Russia che però le avrebbero dato diritto a reagire diplomaticamente, economicamente, mediaticamente e di certo non con la guerra. Perché allora Putin ha scelto tale opzione? Per due semplicissime ragioni: il doppiopesismo occidentale e il retaggio comunista.

Il primo lo si individua nel Paese più guerrafondaio del pianeta, gli USA, che con la loro esportazione della democrazia hanno fatto e fanno guerre da sempre, anche loro uccidendo civili, con la sola differenza che sono più bravi a nascondere la polvere sotto il tappeto. Dal Vietnam alla Corea, passando per Afghanistan, Iran, Iraq, Libia, Siria, Somalia, Serbia, Centro America e così via (e da oggi anche Ucrdaina), senza contare le guerre “segrete” anch’esse costellate di morti, attentati, stragi, gli americani sono i più grandi guerrafondai del pianeta, anche per soddisfare ego, industria delle armi, colonialismo.

Perciò, sentirsi additati come macellai dagli USA che primeggiano in questa classifica è comprensibile che scocci un pochino. Ma, ripeto, nel momento in cui i russi hanno varcato il confine ucraino con i carri armati hanno perso ogni ragione.

Il secondo motivo che ha portato Putin all’invasione è il retaggio comunista. La più grande tragedia in fatto di morti e non solo, della storia dell’uomo è ben presente nel dittatore russo. Considera il crollo dell’Unione Sovietica il suo giorno più triste, era un agente del KGB, ha ricoperto ruoli significativi nell’allora URSS, in poche parole un nostalgico comunista.

Non deve sorprendere perciò che non si sia fatto scrupoli e non se ne faccia tutt’ora nel bombardare bambini e vecchi, ospedali e stazioni affollate.


E gli USA? Ne ho appena parlato. Ci stanno guadagnando più di tutti. Sono i grandi manovratori, senza scrupoli, che soffiano sul fuoco della guerra tanto è in casa altrui e solo ora si comprende meglio, tanto accanimento contro Trump (bizzarro e incontrollabile per carità…), perché avevano bisogno di un pupazzo (difettoso visto che perde aria, si spegne ogni tanto, deficita in mobilità e non ha nel proprio vocabolario la parola “Pace”) da poter manovrare come fanno i ventriloqui ma in questo sono stati fortemente aiutati da qualcuno.

Qualcuno per certi versi più colpevole di loro. L’Europa.

Chi non ricorda le campagne europee pro Biden, anti Trump, “viva la libertà, la democrazia”, “viva la pace”, “Fascisti” e così via?

L’Europa avrebbe potuto e dovuto impedire la guerra in casa nostra, perché lei sì, culla della civiltà e unica entità in grado di mediare, dall’alto della sua civiltà e storia millenarie.

Se solo fosse stata indipendente e unita. Significativa è la richiesta di Finlandia e Svezia di entrare nella NATO. Follia, gettano benzina sul fuoco. Erano tanto pacifici e intelligenti una volta…

Germania e Gran Bretagna (neanche più nella UE), fanno corsa a sé, la Francia le scimmiotta grazie a un po’ di sciovinismo residuo ma anche lei tenuta per le palle dagli USA. Non a caso il loro Presidente, fortemente riconfermato dai francesi, è una parodia del classico yankee, solo con la erre moscia, che ha fiaccato l’economia nazionale ma che agitando il pugno dell’anti Le Penismo, raccoglie sostegno dai suoi simili sparsi nel mondo e, ahinoi, anche in Italia.

Chiudiamo con il nostro, insignificante Paese. Insignificante naturalmente dal punto di vista degli assetti geopolitici internazionali.

Davvero ci sentiamo europei? Non lo siamo solo geograficamente? L’Europa avrebbe dovuto e potuto fermare tutto ciò, se solo fosse esistita veramente come realtà sovranazionale, un’alleanza sana e sincera delle Patrie europee, e non un accozzaglia di miserie nazionalistiche tenute a guinzaglio dal padrone che a noi Italiani ci salvò nella seconda guerra mondiale per poi colonizzarci infilandoci oltre 120 basi NATO laddove non batte il sole.

Questa guerra avremmo potuto evitarla solo noi europei e magari noi Italiani se solo fossimo stati davvero sovrani in casa nostra.

Ecco perché, quando nei talk show e nei dibattiti, qualcuno sostiene una tesi simile a questa viene subito attaccato e gli si rivolge la fatidica domanda: Vabbé, ma allora come la risolverebbe la drammatica situazione attuale?

E qui ancora nessuno ha risposto a dovere.

“Risoverla? Ora? E che ne so come fare, io so soltanto che a questo tragico punto ci avete portato voi con le vostre scelte, con l’assecondare il volere degli USA rimanendo a 90° dal 1946, con il non capire che bisognava agire prima, ai primi segnali d’insofferenza russa, porsi come interlocutori di pace seri ed equidistanti.

Io posso dire come avrei fatto per non arrivare a questo punto.

Adesso che voi “pacifisti che bombardano”, avete combinato il casino e ci avete portato a un passo dall’estinzione, chiedete a me come risolvere la situazione?

Adesso c’è solo da incrociare le dita o pregare, a seconda della vostra inclinazione e tradurre il pensiero degli americani su di noi, magari dandogli un accento romano:

"I am what I am, and you are not a dick”.

Mappa tratta da LIMES






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