L'Assessore Milani dice la sua

Smontate ampiamente le farneticanti accuse della coppia Palmieri-Caggianelli circa il Centro Arte e Cultura


Riceviamo e pubblichiamo:

"Con notevole sforzo, vista la bassezza del “colpo” assestatomi, voglio precisare alcuni punti sulla vicenda del Centro Arte e Cultura, messa in risalto dal Signor Gianni Palmieri e dalla sua compagna Licia Caggianelli, che oltre a gestire il giornale online “L’Ortica Social” e a scrivere su altri giornali, sono anche coloro che io avrei “discriminato”, dal momento che la Signora Caggianelli è l’”artista” che avrebbe voluto esporre a maggio presso la struttura comunale.

Azienda a conduzione familiare insomma.

L’articolo, velenoso e volutamente provocatorio, è colmo di inesattezze (chiamiamole così) e, per alcuni versi, diffamatorio.

Anche per questo sto valutando la possibilità di adire alle vie legali.

Ma in questa sede vorrei semplicemente raccontare l’andamento dei fatti, ben diverso da come il duo di cui sopra lo ha raccontato.

E comincio con lo smentire le roboanti frasi dell’articolista de “La Voce” (che non si firma…perché?) che parla di “cittadini ai quali appare grottesco…” tutto ciò, o “il terremoto innescato dalla vicenda…”, o ancora “…getta inquietanti ombre…”, le solite frasi, tipiche dello stile di Palmieri e naturalmente tendenti a disegnare una situazione esistente solo nelle sue fantasie e non nella realtà.

Curioso che “La Voce” abbia pubblicato tale atto d’accusa senza sentire le due campane, ma riportando solo l’interpretazione fallace del buon Palmieri.

Che l’abbia scritto lui? Non voglio crederci, anche se nella Home Page de “L’Ortica Social”, nelle manchette, appaiono i loghi de “La Voce”.


Ma veniamo ai fatti. Nessuno ha negato l’uso del Centro Arte e Cultura, agli artisti dei quali non conosco nomi e partecipanti, visto che il dipendente di Flavia Servizi Gianni Palmieri e la giornalista pittrice Licia Caggianelli sono gli unici con i quali ho parlato/scritto.

Già questo basterebbe per far crollare il castello di “imprecisioni” tirato su dalla coppia.

Ho comunicato semplicemente che essendo già programmata la mostra di Venanzoni al CAC per luglio e agosto, avrei concesso loro la struttura dopo tale evento, non prima.


L’”ubi maior minor cessat”, che ribadisco, era in questo senso.

Ciò per una serie di motivi. Con la riapertura dei centri culturali, tutte le associazioni che fruiscono del Centro avrebbero ripreso le attività (e questo risponde a chi con ignoranza ha sbandierato il diritto di usare tale centro per tutti. Già succede, con bando apposito ogni anno assegniamo le stanze a chiunque ne fa richiesta…) venendosi così a creare una situazione di promiscuità tra visitatori della mostra e Associazioni che suonano, ballano, cantano e svolgono altre attività.



Il giornalista portavoce degli artisti tra i quali spicca la compagna Licia Caggianelli

Il signor Palmieri è venuto nel mio ufficio assieme alla compagna pittrice e giornalista Caggianelli e dopo un lungo e sereno confronto abbiamo trovato almeno quattro soluzioni alternative, ho garantito tutto il mio appoggio alla loro iniziativa ed ho promesso loro un contributo economico per far fronte alle spese.

La mia unica richiesta era di non occupare il CAC prima dell’estate. Null’altro.

Ci siamo lasciati serenamente e soddisfatti per aver risolto, ma il giorno dopo ho ricevuto un’altra telefonata del Sig. Palmieri nella quale insisteva nel volere il CAC in quanto “gli artisti” (Chi? Quanti? I nomi?) avevano sdegnosamente rifiutato tutte le proposte alternative, anche quella avanzata dallo stesso Palmieri che aveva ipotizzato l’utilizzo della grande sala di un ristorante, attribuendo a me la paternità della proposta. Gli artisti avrebbero detto di “riferire all’Assessore di mandarci Venanzoni in trattoria”.

Spero riveleranno le loro identità prima o poi.


Ma veniamo proprio a Venanzoni. Ha da poco terminato la mostra collettiva organizzata da Sgarbi a Sutri (enorme successo) e prima di essere ospitato a Roma e in altre grandi città, siamo riusciti (col placet del Prof. Sgarbi!) a strappargli due mesi qui da noi. Proprio Sgarbi ha assicurato la sua presenza qui a Ladispoli per la stima e la considerazione che ha del nostro grande artista. Ho personalmente visto e ascoltato alcuni interventi del famoso critico d’Arte che ha definito il Maestro Venanzoni una delle maggiori realtà in ambito figurativo dei nostri giorni.

Secondo il Sig. Palmieri invece è un semplice “copista” e nel suo articolo (o della compagna, o di un misterioso redattore) ripete più volte tale appellativo dimostrando di capire ben poco di arte, e di essere irriverente di fronte ad un Maestro vero e proprio, un artista che andrebbe comunque rispettato anche se non fosse quello che è.


Sorvolo su altre frasi al limite dell’offesa, dove mi si attribuiscono comportamenti che non mi appartengono, vengono riportati dati non veritieri (50 visitatori alla mostra dedicata al Caravaggio di settembre è una palese sciocchezza) e mi si dipinge come un tiranno che fa come gli pare.

Ma vista la provenienza di queste accuse, la competenza e la deontologia del signor Palmieri e della sua compagna, giornalista, pittrice Licia Caggianelli, la cosa non mi tocca.

L'Artista, giornalista e compagna di Palmieri, Licia Caggianelli
L'Artista, giornalista e compagna di Palmieri, Licia Caggianelli

Meno gradevole è che tali affermazioni, non veritiere e diffamatorie, vengano prese come spunto dai soliti invertebrati che sui social scrivono di tutto, senza ritegno, o ottengano la condivisione di associazioni fantasma che “cicciano” una o due volte l’anno, non curanti se siano vere o false.


E così per R.O. nel mio operato si scorgono i caratteri del “Nipotismo”. Se questo genio intendeva dire nepotismo, lo rassicuro, non solo non ho protetti da tutelare, ma come dimostra la vicenda di Palmieri, non concedo scorciatoie e non faccio favori o favoritismi a dipendenti comunali, amici, colleghi.

Mi dispiace per lei Signor Gianni Palmieri, forse si aspettava questo da me…

Se il genio R.O. intendeva invece proprio “nipotismo”, lo rassicuro che non ho nipoti.


A.D.G. mi dà “dell’arrogante che usa la cosa pubblica come fosse sua e che fa cazzate spendendo soldi pubblici”. A.D.G. è ignorante, perché ignora la realtà dei fatti.


G.A. dice che è una vergogna e che presenterà una interrogazione in consiglio comunale. Una vergogna? Ma prima di scrivere queste sciocchezze non avrebbe fatto meglio a chiamarmi o a passare da me per sentire l’altra campana? La faccia l’interrogazione, farà l’ennesima brutta figura.


F.C. mi attribuisce la frase “che al Centro di Arte e Cultura di Ladispoli deve esporre solo un pittore e non altri”. Falso. Me lo provi, oppure risponderà delle sue dichiarazioni in sede legale.


D.L. addirittura dice “Che schifo di Assessore” e che “il Centro di arte e cultura non è mio”.


E potrei proseguire.

Tutto ciò perché, per validi motivi, ho chiesto al Sig. Palmieri e alla sua compagna, giornalista, pittrice Licia Caggianelli di esporre a maggio/giugno non al CAC ma altrove, aiutandoli a trovare uno spazio e contribuendo economicamente.

Oppure esporre al CAC ma a settembre o successivamente.


Ah, un’ultima cosa, c’è anche chi, tra gli artisti che avrei vessato, ha dimostrato intelligenza, dissociandosi dalle calunnie nei miei confronti e me lo ha comunicato con un messaggio.


Spiacevole faccenda, spiacevoli i toni, spiacevoli gli effetti sui social, tanto odio e tante falsità e il tentativo di farmi passare per chi non sono, perché non ho soddisfatto un capriccio.


Signor Gianni Palmieri e compagna, giornalista, pittrice Licia Caggianelli, ne valeva la pena?"


Marco Milani

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