L'Assessore Milani ci scrive

Riceviamo e pubblichiamo la replica all'articolo di Terzobinario


Ho replicato all'articolo di Terzobinario, scrivendo al direttore. La faziosità e la incompletezza dell'articolo sono deprimenti.

"Nell’articolo dell’11 maggio 2021, nel quale parlate della Biblioteca, date prova inequivocabile di come non si fa giornalismo, al punto che se mai ci sarà una scuola di giornalismo questo articolo, e non solo, dovrà essere preso ad esempio di come non bisogna comportarsi in questo ambito.

Naturalmente è una mia interpretazione soggettiva e ognuno può leggerla come preferisce ritenendola valida o meno.

Cominciamo dal titolo. È fuorviante e attribuisce alla Giunta la scelta di quali libri scartare e “mandare al macero”.

Sbagliato. La cernita dei libri da sdemanializzare viene fatta dai responsabili della biblioteca, che sono specializzati e non fanno altro che applicare al caso in questione, le direttive esistenti e a seguito della revisione effettuata è stato prodotto un elenco di 494 libri da scartare. La scelta è stata effettuata seguendo i principi e le linee guida stabiliti dal Ministero dei Beni Culturali e da organismi internazionali quali l'UNESCO e l'IFLA (International Federation of Library Association).

Con nota 1880 del 05/05/2021, pervenuta al protocollo generale dell’Ente in data 06/05/2021 al n. 19816, il MIBACT-Soprintendenza archivistica e bibliografica del Lazio, ha autorizzato lo scarto dei suddetti volumi fornendo precise indicazioni sulle procedure da mettere in atto per inviarli al macero oppure per renderli disponibili a biblioteche pubbliche interessate a riceverli in dono, a seguito delle procedure di sdemanializzazione degli stessi.

Dalla pubblicazione dell’avviso ci saranno ben 90 giorni entro i quali biblioteche, scuole e altri enti pubblici potranno richiederli e ottenerli in dono. Tutto ciò che non verrà richiesto, scaduti i 90 giorni, sarà mandato al macero.

La questione, è evidente, è ben diversa quindi da quella prospettata dal vostro fantomatico redattore che non si firma neanche.

Prima ancora che esca l’avviso ci è già pervenuta una proposta di fornire tali testi a un carcere per rimpinguare la loro biblioteca (naturalmente per quei volumi ancora in condizioni accettabili).

Nel titolo fate riferimento a un libro fondamentale della letteratura mondiale, latore di messaggi e valori che debbono essere veicolati incessantemente verso i cittadini, di qualsiasi età e colorazione politica.

Per questo abbiamo sdemanializzato, assieme ad altri 493 testi, “Il diario di Anna Frank” ridotto in pessime condizioni, squinternato e inutilizzabile e ne abbiamo chiesta una copia in sostituzione. E sa perché? Perché ne possediamo altre tre copie, due delle quali presenti nella sezione giovanile.

Prima lezione quindi per i ragazzi che vorranno fare giornalismo: approfondite bene l’argomento e non fate come Terzobinario che taglia e cuce solo ciò che gli fa comodo “dimenticando” il resto.

Un altro aspetto irritante del vostro articolo e che io ritengo l’aspetto più grave, è la totale mancanza di rispetto nei confronti dei lavoratori della biblioteca che si sono limitati a fare il proprio dovere, dall’alto delle loro professionalità, e che voi considerate dei burattini in mano a feroci amministratori che bruciano il libri o, nella migliore delle ipotesi, incapaci che depennano senza criterio questo o quel testo.

Lo staff della biblioteca è altamente professionale e, sebbene in numero ridotto per pensionamenti e lavoro da casa, compie ogni giorno miracoli, riuscendoci (!), offrendo un servizio all’utenza encomiabile.

Ma quando LazioCrea ci ha “tagliato” un dipendente, mandandolo dove non serve, perché non siete scesi in campo? È facile capire il motivo.

Lo scorso anno abbiamo proceduto all’acquisto di nuovi testi la cui ultima tranche era di 16.000 €, mai successo. La biblioteca Peppino Impastato è all’avanguardia e funge da modello per le altre biblioteche del Lazio e non solo.

I continui riconoscimenti che incassiamo ne sono la prova. Ma a voi interessa altro.

Ma non siete nuovi a questo tipo di giornalismo. Ricordo che, quando venni aggredito al Vannini da una dipendente CIR, titolaste che ero stato io ad aggredire una disabile.

Per fortuna la magistratura appurò il contrario, ma voi non faceste una gran figura.

E così stavolta.

Altro che giornalismo d’indagine, qui non c’è traccia nemmeno di giornalismo…

È altrettanto vero che le elezioni si avvicinano e alla luce del grande cambiamento in positivo della città, avete poco da opporre.

Così mi spiego tale articolo. E quel poco che avete lo esponete pure male."

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