Il pericolo del pensiero unico

Follia Tg : lo schiaffeggiatore di Macron aveva in casa il Mein kampf


Poco fa, sul Tg5, ho ascoltato e visto un servizio dalla Francia dove una persona del pubblico ha stretto la mano al presidente Macron per poi allungargli un ceffone con l'altra mano. Deprecabile! Gravissimo.

Ma ciò che mi ha più colpito è che il commento finale della giornalista è stato che in casa dell'aggressore, la Polizia ha trovato una copia del Mein Kampf di Adolf Hitler.

Ebbene sì, confesso, nella mia libreria ne posseggo una copia anche io. Sarei per questo un nazista, assassino, delinquente?

Sembrerebbe di sì...

E allora a questo punto la mia confessione sarà piena, completa, se proprio debbo berlo l'amaro calice lo berrò fino in fondo.

Sono un pedofilo! Ho una copia anche di Lolita, di Nabokov, e cosa più grave è che l'ho anche letto! Mi faccio schifo da solo.

Però non è finita. Sono anche indirettamente complice dello sterminio di milioni di dissidenti, veri o presunti, perché possiedo anche una copia del Capitale di Karl Marx. Orrore, chissà in quanti mi toglieranno il saluto adesso.

Poi, vediamo, ho ucciso centinaia di orchi, avendo letto e parteggiato per le forze guidate da Aragorn nella difesa di Minas Tirith (le mie colpe andrebbero moltiplicate oltre tutto, perché rileggo il Signore degli anelli ogni due anni...) ma sono anche un sadico perverso perché ho letto (e mi è piaciuto) il libro del marchese De Sade Justine o le sventure della vita, e che dire delle mie tendenze omicide, visto che ho adorato Cortesie per gli ospiti del grande Ian McEwan?

E può mancare la droga? Christian F. noi ragazzi dello zoo di Berlino mi ha sconvolto e ciò fa di me inevitabilmente un tossico irrecuperabile, senza dimenticare che possiedo e ho letto Aldous Huxley (I diavoli di Loudun) quindi mi sono fatto anche di acidi e oppiacei.

Vabbè, avete capito l'antifona insomma, e pensare che sto organizzando Ladispolibri, la Fiera del libro e degli Editori, che depravato...

Al rogo le librerie!

Chiudo citando l'immenso Totò, in Miseria e nobiltà, quando rivolgendosi al villico che voleva farsi scrivere una lettera da mandare "allu cumbare e nepote", gli chiede: "Lei è ignorante?"

"Sì"

"Bene, bravo, viva l'ignoranza, e se ha dei figliuoli non li mandi a scuola, per carità, li lasci sguazzare nell'ignoranza!"


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