I Rifiutati

L'impressionismo visto dal nostro esperto.



“Impression, soleil levant” di Claude Monet - 1872

Parlare di impressionismo è un’avventura che non si risolve su due piedi, con qualche opera dipinta da grandi nomi vissuti tra l’ottocento e il novecento. L’impressionismo è molto di più. Cosa intendiamo, in realtà, quando pronunciamo questo nome così pieno di fascino?

Parliamo di cromatismi innovativi. Situazioni di contrasti estremi di luce; ma anche di pennellate cariche di sentimento,


al punto da risolvere la natura circostante magicamente con pochi segni. C’è di più.

Se scaviamo nei secoli della storia dell’arte possiamo trovare moltissime opere esemplari che ricalcano appieno alcune fra le caratteristiche sopra elencate. Dettagli di panneggi confusamente azzeccati, riflessi realistici sugli incarnati. Basti pensare a Velázquez, o a Rembrandt.

Potremmo considerare il pittore Inglese William Turner come il grande precursore dell’impressionismo? No, non basta.

Si potrebbe definire impressionista quella “lucida vaghezza” nel magico tocco di Gianbattista Tiepolo a cavallo del settecento?

Non proprio.

L’impressionismo è stato principalmente innovazione, ricerca; ma per la critica, scandalo.

Ancor prima l’ufficializzazione del nome che contraddistinse questa corrente, molte opere chiaramente fuori dai canoni accademici classici furono esposte al Salon des Refusées; una rassegna Parigina ove si esponevano tutte le opere chiaramente rifiutate dal Salon de Paris.



"Paseo a orillas del mar", Joaquim Sorolla - 1909

Le déjeuner sur l’herbe di Manet definito immorale ne è uno dei manifesti insieme a “Impression, soleil levant” di Claude Monet e da cui con tutta probabilità il movimento stesso, per la critica, ne ha tratto il nome.

Il movimento è stato così dirompente nella sua schiettezza che potremmo considerarlo, ufficialmente, il primo passo verso la detronizzazione della bellezza sul podio delle muse. Precursore di movimenti nuovi in cui le fonti d'ispirazione sono sentimenti del tutto differenti dal “kalos” a cui tutti erano abituati.


Sarebbe il primo passo verso le opere e le manifestazioni contemporanee che, ad oggi, accompagnano la grande crisi mondiale che stiamo vivendo? Non direi.

Torniamo alla disciplina pittorica indietro di un secolo o poco più. Opere di autori di formazione accademica, gli ultimi sopravvissuti, prima della seconda guerra mondiale, ci dimostrano quanto sia stato di grande successo integrare le rivoluzionarie scoperte dell'impressionismo in composizioni ancora ispirate dalla musa classica. Opere di pittori che, dal mio modesto punto di vista, hanno aderito parzialmente al movimento, ma che, ad oggi, vengono comunque considerati impressionisti. John Singer Sargent, ma anche Joaquin Sorolla, come altri illustrissimi nomi, dimostrano proprio che il fulcro dell’impressionismo è stato principalmente la ricerca e non la provocazione. Si evince chiaramente dalle loro tele che le scoperte dei “Rifiutati” sono da considerare uno strumento in più per la buona riuscita di un di un’opera.

L’immenso lavoro dei Rifiutati ha lasciato a chi vuol studiare oggigiorno tracce di un bagaglio importantissimo di esperimenti sullo spettro della luce e sul segno; oltre alla pittura in plen air, per molti artisti ancora è un vero e proprio stile di vita.

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