Fatti più in là...

Effetto domino per il refettorio degli alunni della Melone


La storia infinita, in quanto tale si ripete e la contesa del Teatro Marco Vannini, ancora una volta, torna ad infiammare gli animi sebbene si sia trovata una rapida soluzione che, in parte e solo in parte risolve la questione.

Sì perché se i protagonisti della vicenda si possono ritenere soddisfatti, l'Amministrazione perché il Teatro Vannini rimane tale e Agresti per aver trovato un luogo dove far mangiare gli scolari secondo i propri parametri, vi è una terza parte a cui nessuno ha pensato, che ha dovuto necessariamente indossare i panni dell'ortolano.

Si tratta delle associazioni sportive che utilizzavano la palestra e che da un giorno all'altro, nel pieno della stagione agonistica, si sono viste scippare il luogo di allenamento e delle partite di campionato, senza alcun preavviso.

Come cantavano le sorelle Bandiera, è stato detto loro "Fatti più in là" e così tra i due litiganti, sfatando un proverbiale detto, il terzo se l'è presa in saccoccia.

Ma se per trasformare la palestra in refettorio si è dovuto scongiurare l'utilizzo promiscuo, non sarebbe stata la stessa cosa con il Vannini?

Ci risulta infatti che c'è la fila di associazioni culturali in attesa che si possa riaprire il Teatro Vannini per poter provare e mettere in scena spettacoli, dal momento che il Governo ha ipotizzato la riapertura dei teatri per il 20 aprile.

E se avessero utilizzato il Teatro come refettorio avrebbero cacciato le compagnie teatrali e di danza?

Ma tant'è.

Bei tempi quelli in cui ognuno si muoveva all'interno delle proprie competenze, si rispettavano le istituzioni, e le entità di natura scolastica non sconfinavano nella politica.

Così stavolta hanno pagato le società sportive. Per un capriccio.

Speriamo sia l'ultimo... ma con le elezioni che si avvicinano permetteteci di dubitare.

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