E la chiamano Europa...

Vergognosa sentenza della Chambre de l'Instruction della Corte d'appello di Parigi che nega l'estradizione per dieci terroristi comunisti rifugiati in Francia


Nell'aprile 2021, sembrava davvero che qualcosa stesse cambiando, quando nell'ambito dell'operazione "Ombre rosse" furono arrestati in Francia dieci criminali sanguinari, dieci comunisti che per anni in Italia avevano seminato morte, con azioni terroristiche, agguati, stragi, come quella del Carabiniere Giuseppe Guerrieri freddato nel 1979 sotto gli occhi del figlio o del Commissario Calabresi.

Criminali veri, assassini comunisti impregnati di quell'odiosa certezza, oggi non ancora dissoltasi del tutto, che a loro tutto fosse permesso, avendo "storicamente ragione".

Gli anni di piombo furono un periodo tragico per il nostro Paese, nel quale si visse con il terrore, anche di uscire di casa, tanta era la violenza serpeggiante nella società.

Molti di questi criminali comunisti, quando videro che l'agognata rivoluzione stentava ad imporsi e le maglie della giustizia cominciavano a stringersi, lasciarono l'Italia e, in gran parte, approdarono in Francia, dove un loro sodale, lo spocchioso Presidente Francese Francoise Mitterrand, elaborò la così detta dottrina Mitterrand secondo la quale in Italia la Giustizia funzionava male, i processi erano illegittimi e tutto ciò non garantiva ai fuoriusciti comunisti una sentenza equa, tanto da vietare l'estradizione in Italia e divenire un rifugio sicuro per i terroristi comunisti, tra i quali anche Cesare Battisti, che visse serenamente oltr'alpe per anni, protetto da una legge criminale, prima di scappare in Brasile protetto da Lula e dai compagni della sua stessa risma.

Dunque questa Chambre d'Instruction ha deciso che oggi, giugno 2022, ci siano ancora pericoli di ingiustizie a carico di quei poveri perseguitati, e ha vietato di nuovo l'estradizione in Italia. In fondo cosa hanno fatto? Qualche stragetta, qualche sbirro accoppato, che volete che sia?

E questa sarebbe l'Europa? La casa del diritto e della Giustizia? La culla della civiltà?

Un primo pensiero, basato su logica e reciprocità, è il seguente: la Francia, da Mitterrand in poi ha dichiarato, e ribadito anche ieri, che il suo sistema giuridico è migliore del nostro e comunque diverso se non opposto al nostro e per tale motivo ha negato l'estradizione.

Ergo o riconosciamo tale assunto e abbattiamo il nostro sistema equiparandoci ai francesi o lo teniamo in piedi, consci della differenza esistente e mettiamo in atto il loro stesso principio.

Se per loro i nostri criminali sono perseguitati da difendere, che si attui lo stesso criterio e si dia protezione e asilo ai criminali che hanno compiuto, compiono o compiranno stragi e attentati in Francia. Nessuna ripicca, è la logica. Se ti sono diametralmente opposto, ciò che per te è bene, per me, non può essere che male.

Si dia dunque accoglienza ai terroristi francesi, e li si tolga dalle grinfie di una giustizia malata.

Oppure si riconosca la loro superiorità in fatto di leggi e tribunali e si abbatta questo sistema criminale, copiando il loro.

Ecco, tratto da "Il Sole 24 ore", la lista dei dieci sant'uomini e sante donne perseguitati dalla Giustizia italiana:

1) Giorgio Pietrostefani: 78 anni. Da tempo malato, per le conseguenze di un trapianto è spesso in ospedale e in condizioni che non gli hanno consentito finora di essere presente alla altre udienze che lo riguardavano. È stato uno dei fondatori di Lotta Continua, in Italia ha avuto una condanna a 22 anni come uno dei mandanti dell’omicidio Calabresi.

2) Enzo Calvitti, 67 anni, ex psicoterapeuta oggi in pensione ed ex Br condannato in contumacia a 18 anni di carcere per associazione a scopi terroristici e banda armata.

3) Narciso Manenti, 64 anni, 40 dei quali trascorsi in Francia, arredatore e gestore di una società di comunicazione. È sposato dal 1985 con una donna francese dalla quale ha avuto 3 figli ed è oggi nonno. Ex membro dei “Nuclei armati per il contropotere territoriale”, fu condannato nel 1983 all’ergastolo per l’omicidio dell’appuntato Giuseppe Gurrieri.

4) Giovanni Alimonti, 66 anni, padre di due figlie e oggi anche lui nonno, faceva invece parte delle Brigate rosse. È stato condannato nel 1992 a 19 anni di carcere per il tentato omicidio di un poliziotto nel 1982, Nicola Simone.

5) Roberta Cappelli, 66 anni, è stata condannata all’ergastolo in isolamento per tre omicidi avvenuti a Roma: quello del generale dei carabinieri Enrico Galvaligi, ucciso l’ultimo dell’anno del 1980, dell’agente di polizia Michele Granato (9 settembre 1979) e del vice questore Sebastiano Vinci (19 giugno 1981).

6) Marina Petrella, 67 anni, ex Br come la Cappelli, condannata come lei per l’omicidio del generale Galvaligi, del sequestro del giudice Giovanni D’Urso, avvenuto a Roma il 12 dicembre del 1980, e dell’assessore regionale della Democrazia Cristiana Ciro Cirillo, avvenuto a Torre del Greco il 27 aprile del 1981 e nel quale furono uccisi due membri della scorta, per l’attentato al vice questore Nicola Simone (insieme a Cappelli e Alimonti).

7) Sergio Tornaghi, ex brigatista, 63 anni, anche lui condannato all’ergastolo, fra l’altro per l’omicidio di Renato Briano, direttore generale della “Ercole Marelli”.

8) Maurizio Di Marzio, 60 anni, sfuggito alla retata dell’aprile 2021 e arrestato in seguito, è al centro di una diatriba sulla prescrizione. Dovrebbe scontare in Italia un residuo di pena a 5 anni e 9 mesi di carcere per banda armata, associazione sovversiva, sequestro di persona e rapina. Di Marzio gestisce a Parigi da molti anni un noto ristorante, il ’Baraonda’.

9) Raffaele Ventura, 70 anni, ex Formazioni Comuniste Combattenti, dovrebbe scontare 20 anni di carcere in Italia dopo essere stato condannato per concorso morale nell’omicidio del vicebrigadiere Antonio Custra, avvenuto il 14 maggio 1977, durante una manifestazione della sinistra extraparlamentare a Milano.

10) Luigi Bergamin, 72 anni, ex militante dei Pac (Proletari Armati per il Comunismo), è anche lui al centro di una battaglia legale per la prescrizione. Deve scontare una pena a 16 anni e 11 mesi di reclusione come ideatore dell’omicidio del maresciallo Antonio Santoro, capo degli agenti di polizia penitenziaria ucciso a Udine il 6 giugno 1978 da Cesare Battisti

Personcine per bene insomma, che hanno fatto qualche marachella. Ancora oggi, nel 2022, aleggia in tutto il mondo, questa superiorità morale e storica, che spesso riscontriamo anche nella vita di tutti giorni, quando il "comunista" ha ragione a priori.

Imbarazzante ieri sera in TV. Su La7 Purgatori (ma cosa abbiamo fatto di male per meritarcelo?) commentava un docufilm sul nazismo e sulla fine della guerra, perché è giusto ricordare sempre chi ha fatto del male (e sottoscrivo), mentre su RAI 3, a Linea Notte, veniva data la notizia tra imbarazzati e imbarazzanti giri di parole dalla pasionaria Giovanna Botteri (che ha raggiunto livelli di supercazzola stratosferici), del conduttore Maurizio Mannoni (per cui la sentenza va accettata) e da un'ospite che non riuscendo e non potendo dire che era una porcata, si lanciava in un "come se fosse antani,,," da paura.

Insomma, nulla di nuovo sotto il cielo. "Non si riconoscono neanche, è passato tanto tempo..." dice la Botteri contrita, mentre Purgatori, ci mostra un battaglione delle SS che si arrendeva nel lontano 1945.

Ah, il tempo,,, tutto è relativo.


Marco Milani



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