CARI LETTORI, IL VINO NON VA IN VACANZA!

Il nuovo pezzo di Chiara Marciani


Ma io sì, eccomi tornata. Spero abbiate passato una piacevole estate, sempre in compagnia di un buon calice.

Ecco alcune chicche estive che ho degustato in questi mesi. Vini freschi, sapidi e vacanzieri.

Partiamo dal Nord con un’azienda Piemontese, Ceretto, nota principalmente per i suoi Barolo e Barbaresco. Fra i loro bianchi però, spicca il “Blangé” Langhe Doc prodotto con uve Arneis in purezza, figlio di un territorio caratterizzante come il Roero. Un vino che verte su frutta, fiori gialli e mineralità. Verticale e dinamico, oserei dire dissetante, convola a nozze con antipasti e primi di pesce. Molto interessante anche l’abbinamento con secondi di carne bianca.

Spostiamoci a Sud, in Irpinia, con un vino che sa di mare. Il “Campanaro” della cantina Feudi di San Gregorio, prodotto in un territorio antico, aspro e dolce al contempo, è un blend di Fiano e Greco. Dopo sei mesi di Tonneau, trasmette gustose note olfattive che danzano tra fiori bianchi, frutta a polpa gialla, timidi sentori vegetali ed erbe aromatiche. Una spalla acida importante evidenzia ancor più una tipica sapidità. Ottimo l’abbinamento con grigliate marine.

Infine navighiamo verso l’isola di Ischia, eccellenza italiana per il vitigno autoctono Biancolella. La cantina Tommasone ce ne offre una versione in purezza. Dopo la raccolta delle uve viene effettuata una criomacerazione per ottenere maggior estrazione aromatica e struttura. Un vino luminoso che snoda su profumi di ginestra e agrumi. Agile e in equilibrio, ha una buona persistenza gustativa che termina con il caratteristico sentore di mandorla amara, tipico del vitigno. Viene valorizzato da una croccante frittura di paranza ma l’abbinamento migliore si sa è il connubio con la tradizione Ischitana, il coniglio alla cacciatora.

Riflessione del giorno: godiamo di un panorama vinicolo davvero vasto in tutta l’Italia e le sue isole magiche. Il vino è il patrimonio culturale e paesaggistico d’Italia. Un patrimonio che racconta una storia di sacrifici, coraggio, estro e dedizione. Non distruggiamolo sfumando il brasato con il Tavernello!!

Buona degustazione (dei vini antecedenti).

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