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Acea? Male, molto male...

La gestione del colosso Acea, imposta per legge, mostra subito di che pasta è fatta


Da circa un mese, neanche fossimo in "Ritorno al Futuro", i ladispolani rivivono scene di trenta, quaranta anni fa.

Chi ha qualche primavera di troppo, ricorda che si riempiva la vasca, si faceva la fila alle fontanelle per riempire ghirbe e taniche, perché la poca acqua erogata finiva del tutto durante i week end e bisognava pur sempre cucinare, lavare, lavarsi.

Questo accadeva negli anni '70.

Poi, la questione fu risolta e Ladispoli si mise al passo con le altre città moderne.


Ma ecco il colpo di scena.

Per legge (roba da Corea del nord) i governanti decidono che l'acqua (bene pubblico per eccellenza) non dovrà più essere gestita dai Comuni o chi per loro ma da Acea (e basta leggersi i nomi di chi l'ha diretta fino a oggi, per capire di che parliamo...) e così, lo scorso anno, dopo una strenua resistenza, Ladispoli ha dovuto cedere la rete idrica ad Acea.


Bollette quadruplicate, costi fissi alle stelle, un vero e proprio massacro che ha fatto indignare non poco ma non finisce qua.

Chissà per quale motivo (qualcuno dice che abbassano la pressione per non danneggiare i tubi) da circa un mese, come arriva il venerdì e scoccano le 19.00, i maghi di Acea con le loro bacchette magiche, riducono la quantità d'acqua fornita e di conseguenza cala la pressione e in molte zone di Ladispoli non esce più neanche una goccia.


Et voilà!



Uno allora telefona ad Acea, attende il proprio turno e finalmente gli passano un operatore (a esempio il 347 del 16 luglio 2023) ma questi non proferisce parola e dopo una decina di secondi riattacca.

Riprova, ancora il 347 ancora silenzio e riattacca.

Per fortuna al terzo tentativo gli passano il n. 321 e ha finalmente un interlocutore. "Sì, ci sono altri reclami", "non ne conosco il motivo", "ha ragione..." eccetera e apre la segnalazione.

A qualcuno il reclamo era stato chiuso senza aver risolto il problema.


Insomma, già il solo fatto che in tanti anni di Flavia, l'acqua diminuiva un pochino di pressione ma ce ne era in abbondanza, mentre ora in molte zone viene a mancare del tutto significa che qualche cosa Acea ha fatto.

Non c'è alternativa, non c'è altra spiegazione.


Intervenga il Sindaco che deve mettere in atto le opportune misure atte a garantire una decente distribuzione dell'acqua, in modo che Acea capisca che non conta solo il profitto ma che prima di tutto c'è il benessere della comunità.


Chi è vittima di tale disservizio scriva una PEC ad Acea e protesti.


Noi abbiamo anche scritto alla responsabile dell'ufficio stampa per raccogliere la loro versione ma stiamo ancora aspettando una risposta...


La situazione quindi è tanto odiosa quanto paradossale, perché le bollette sono quadruplicate e il servizio è divenuto scadente.

Un affarone...

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